Google Search Console: i 4 errori che uccidono il tuo sito dall'inizio (e come risolverli)
- Marco Pellegrini

- 6 ore fa
- Tempo di lettura: 8 min

Se il tuo sito web non sta performando come dovrebbe, è probabile che tu stia commettendo uno di questi errori fondamentali su Google Search Console. In questo articolo ti dico quali sono in dettaglio e come risolverli.
Google Search Console (GSC) è il tachimetro della tua auto SEO. Immagina di guidare in autostrada senza sapere a che velocità stai andando, o se il motore ha un problema critico. Questo è esattamente ciò che accade quando gestisci un sito web ignorando i dati di Search Console.
Che tu sia un principiante o un gestore esperto, questi "killer silenziosi" del ranking possono trattenere il potenziale del tuo sito per mesi, se non anni. Analizziamo come prendere il controllo della tua ottimizzazione.
Google Search Console vs Google Analytics: la differenza
Molti proprietari di siti confondono questi due strumenti, ma servono a scopi diametralmente opposti:
Google Analytics (GA4): Ti dice cosa fanno gli utenti dopo che sono arrivati sul tuo sito. Chi sono, quanto tempo restano, quali pagine visitano.
Google Search Console (GSC): Ti dice come gli utenti ti trovano prima ancora di cliccare. È l'unico canale diretto di comunicazione tra il tuo sito e Google.
Per una strategia SEO vincente, GSC è fondamentale perché ti mostra i problemi tecnici che impediscono a Google di mostrare il tuo sito nei risultati di ricerca. Senza Search Console, stai letteralmente guidando al buio: non sai quali keyword ti portano traffico, non vedi gli errori di indicizzazione e non puoi ottimizzare per le ricerche reali degli utenti.
La configurazione iniziale: non sbagliare il primo passo
Prima di analizzare gli errori, assicuriamoci che le fondamenta siano solide. Ci sono due modi per verificare il tuo sito, ma uno è decisamente superiore.
Dominio vs Prefisso URL
Quando configuri una nuova proprietà, Google ti offre due opzioni:
Dominio (Consigliato): Verifica l'intero dominio (es. m-agileconsulting.com) includendo tutti i sottodomini (m., www.) e protocolli (http, https). Richiede la verifica DNS ma offre una visione completa.
Prefisso URL: Verifica solo l'indirizzo esatto (es. https://www.m-agileconsulting.com). Se il traffico arriva su http o senza www, perderai quei dati.

Sitemap: la mappa del tesoro per Google
Una volta verificato il dominio, il primo passo obbligatorio è inviare la Sitemap XML. È la mappa che dice a Google esattamente quali pagine scansionare e con quale priorità. Senza di essa, ti affidi alla fortuna e Google potrebbe impiegare settimane per scoprire le tue nuove pagine.
La maggior parte dei CMS moderni (WordPress, Shopify, Wix) generano automaticamente la sitemap all'URL tuosito.com/sitemap.xml. Vai su Indicizzazione → Sitemap e inserisci l'URL. Google inizierà a scansionare le tue pagine seguendo quella mappa.
Errore #1: ignorare la "salute" dell'indice
Il primo errore che uccide il ranking è non sapere quali pagine Google ha effettivamente indicizzato. Se Google non indicizza la tua pagina, per il mondo quella pagina non esiste. Puoi aver scritto il contenuto migliore del web, ma se non è nell'indice di Google, è come gridare nel vuoto.
Vai nel report Indicizzazione (Pages). Qui vedrai un grafico che mostra le pagine indicizzate (in verde) e quelle non indicizzate (in grigio). Questo è il termometro della salute del tuo sito.

Cosa cercare (e come risolvere):
Errori 404 (Not Found): Pagine che non esistono più ma che Google cerca ancora perché ha trovato link che puntano ad esse. Correggile con un redirect 301 verso una pagina rilevante o, se il contenuto non è più rilevante, lascia che Google le rimuova naturalmente dall'indice.
Rilevata - attualmente non indicizzata: Google conosce la pagina (l'ha trovata in qualche link o sitemap) ma ha deciso di non scansionarla per ora. Questo accade spesso per problemi di crawl budget (Google ha un limite di pagine che scansiona al giorno sul tuo sito) o perché la pagina è considerata di bassa priorità.
Scansionata - attualmente non indicizzata: Questo è il peggiore dei segnali. Google ha letto la pagina ma ha deciso che non ha abbastanza valore per essere messa nell'indice. È un allarme rosso per contenuti di bassa qualità, contenuti duplicati, o pagine troppo sottili (thin content). Devi riscrivere o consolidare queste pagine.
Redirect error: Google ha trovato catene di redirect troppo lunghe o loop infiniti. Semplifica i tuoi redirect: da A a B, non da A a B a C a D.
Pro Tip: Controlla il rapporto tra pagine indicizzate e pagine totali. Se hai 1000 pagine ma Google ne ha indicizzate solo 200, hai un problema serio di qualità o di architettura del sito.
Errore #2: non sfruttare le "vittorie facili" (low hanging fruit)
Molti siti hanno pagine bloccate in "Pagina 2" di Google (posizioni 11-20). Queste sono miniere d'oro non sfruttate. Sei a un passo dalla prima pagina, ma nessuno ti vede. La differenza tra la posizione 11 e la posizione 3 può essere un semplice miglioramento del CTR o l'aggiunta di 500 parole di contenuto di qualità.
Pensa a questo: il 75% dei clic va alle prime 3 posizioni. La posizione 11 riceve praticamente zero clic. Ma se sei già in pagina 2, significa che Google ti considera rilevante per quella query. Devi solo dare quella spinta finale.
La soluzione passo-passo:
Vai su Risultati di Ricerca (Performance).
Clicca su Posizione Media (Average Position) per selezionarla
Filtra per Posizione media tra 10 e 20.
Ordina per Impressioni (dal più alto al più basso).
Cerca query con posizione media tra 10 e 20 che hanno un buon numero di impressioni (almeno 100 al mese). Queste sono le tue opportunità d'oro.
Ottimizza quelle pagine specifiche:
Migliora il titolo SEO: Rendi il titolo più cliccabile aggiungendo numeri, anno corrente, o parole emotive ("Guida Completa 2025", "7 Strategie Provate").
Riscrivi la meta description: Deve essere una mini pubblicità che spinge al clic, non una descrizione noiosa.
Aggiungi contenuto approfondito: Se la tua pagina ha 800 parole e i competitor ne hanno 2000, espandi il contenuto con esempi pratici, casi studio, o FAQ.
Migliora l'esperienza utente: Aggiungi immagini, video, infografiche. Google premia le pagine che trattengono l'utente.

Esempio pratico: un cliente aveva una pagina in posizione 14 per "strategie email marketing". Abbiamo aggiunto 3 case study dettagliati, migliorato il titolo da "Email Marketing Strategie" a "Email Marketing: 7 Strategie Testate che Hanno Generato +150% di Aperture [2025]" e riscritto la meta description. In 6 settimane la pagina è passata alla posizione 4, triplicando il traffico organico.
Errore #3: ossessionarsi sulle metriche sbagliate
Guardare il grafico generale e dire "Oh, il traffico sale" non è analisi. È vanità. Per capire davvero la salute del sito, devi analizzare il rapporto tra le quattro metriche principali e cosa ti stanno realmente dicendo.
Le 4 metriche che contano (e come interpretarle insieme):
Clic: Quanti visitatori arrivano effettivamente dal motore di ricerca. Questa è la metrica che impatta direttamente sul business, ma va sempre contestualizzata con le altre.
Impressioni: Quante volte il tuo link appare nei risultati di ricerca. Se le impressioni salgono ma i clic restano piatti, significa che il tuo snippet (titolo + descrizione) non è abbastanza attraente per convincere l'utente a cliccare. Problema di copywriting, non di ranking.
CTR (Click-Through Rate): La percentuale di chi vede il tuo risultato e clicca. Un CTR basso in posizioni alte (posizione 1-3) indica che il tuo snippet non risponde all'intento di ricerca, o che i tuoi competitor hanno snippet più convincenti. Un buon CTR in posizione 1 è del 25-35%, in posizione 5 è del 5-8%.
Posizione Media: Utile per i trend generali, ma pericolosa se interpretata male. La "posizione media" è una media matematica di tutte le posizioni per tutte le query. Se hai una pagina in posizione 1 per una keyword e posizione 50 per altre 10 keyword, la posizione media sarà circa 25, ma non significa che sei sempre in fondo alla pagina 3. Guarda sempre le singole query, non solo la media.
Come usare queste metriche insieme (esempi reali):
Scenario 1 - Impressioni alte, CTR basso: Sei visibile ma il tuo messaggio non convince. Soluzione: riscrivi titolo e meta description per renderli più persuasivi.
Scenario 2 - CTR alto, posizione bassa: Quando appari, la gente clicca, ma appari troppo raramente. Soluzione: lavora sul contenuto e sui backlink per salire di posizione.
Scenario 3 - Impressioni in calo, posizione stabile: Stai perdendo volume di ricerca per quella query, oppure Google sta mostrando più featured snippet o risposte dirette, riducendo i clic organici. Soluzione: analizza se la query sta cambiando o se devi adattare il contenuto per catturare varianti della keyword.
Il trucco del confronto temporale: Non guardare mai i dati in isolamento. Vai su Performance → Confronta e confronta gli ultimi 28 giorni con i 28 giorni precedenti. Guarda i cambiamenti percentuali, non i valori assoluti. Un calo del 5% in un periodo di bassa stagione può essere normale, ma un calo del 50% è un'emergenza.
Errore #4: non avere una routine di controllo
La SEO non è "imposta e dimentica". L'errore più grande è aprire la Search Console solo quando il fatturato crolla o quando il capo chiede "perché il traffico è calato?". A quel punto è tardi: il danno è già fatto. Hai bisogno di una routine preventiva, non reattiva.
Pensa alla Search Console come al cruscotto della tua auto: non aspetti che la spia rossa dell'olio si accenda per controllare. Fai manutenzione preventiva. Lo stesso vale per il tuo sito web.
La routine da 60 secondi a settimana
Non serve un'ora di analisi profonda ogni giorno. Basta un minuto ogni lunedì mattina per evitare disastri:
Apri la Panoramica (Overview): Guarda il grafico a colpo d'occhio. Ci sono crolli verticali improvvisi nei clic? Se sì, qualcosa si è rotto (errore tecnico, penalizzazione, o un competitor ti ha superato).
Verifica il grafico delle Performance: Confronta l'ultima settimana con la settimana precedente. Un calo del 10-15% è fisiologico, un calo del 50% è un'emergenza.
Controlla la sezione Indicizzazione: Ci sono nuovi errori rossi apparsi negli ultimi 7 giorni? Un picco improvviso di pagine "non indicizzate" può indicare un problema nel file robots.txt o un errore del server.
Dai un'occhiata all'Esperienza (Core Web Vitals): Ci sono pagine che sono passate da "URL validi" a "URL con problemi"? La velocità di caricamento è peggiorata? Google penalizza pesantemente i siti lenti, specialmente su mobile.
Leggi le notifiche: Google ti invia alert quando trova problemi critici (penalizzazioni manuali, malware, problemi di sicurezza). Non ignorare mai queste email.
Se tutto è stabile, chiudi la scheda e torna al lavoro. Se vedi un picco di errori rossi, dedica 20 minuti per indagare. Questa routine di 60 secondi ti salverà da perdite di traffico del 50% che avresti scoperto troppo tardi.
Consiglio avanzato: Imposta Google Search Console per inviarti report settimanali via email. Vai su Impostazioni → Preferenze utente → Notifiche email e attiva "Problemi di indicizzazione" e "Problemi di sicurezza e azioni manuali". In questo modo, se succede qualcosa di grave, ricevi un alert automatico senza dover controllare manualmente.
Domande frequenti (FAQ)
I dati di Search Console sono in tempo reale?
No, c'è solitamente un ritardo di 24-48 ore nei dati riportati. I dati "freschi" (ultime 24-48 ore) sono etichettati come "preliminari" e possono subire piccole variazioni quando vengono finalizzati. Per analisi critiche, usa sempre dati con almeno 3 giorni di "maturazione".
Perché vedo un calo drastico dei clic nel weekend?
Dipende dal tuo settore. Per i siti B2B (Business to Business) come servizi di consulenza, software aziendali, o servizi professionali, è assolutamente fisiologico un calo del 40-60% nel fine settimana, perché le persone non cercano soluzioni di lavoro durante il weekend. Confronta sempre i dati con lo stesso giorno della settimana precedente (sabato con sabato, non sabato con mercoledì) per avere un'analisi accurata.
Posso usare GSC per trovare nuove opportunità di contenuto?
Assolutamente sì, ed è una delle strategie più potenti. Vai su Performance e filtra per query con alte impressioni ma CTR basso (sotto il 2%). Queste sono ricerche per cui Google ti mostra, ma non convinci l'utente a cliccare. Spesso significa che hai contenuto superficiale su quell'argomento. Crea una pagina dedicata, approfondita, specificamente ottimizzata per quella query, e trasformerai impressioni inutili in traffico reale. Inoltre, analizza le query con posizione 8-15: sono argomenti per cui Google ti considera già rilevante, ma dove con un piccolo sforzo puoi raggiungere la prima pagina.
Come risolvo gli errori di usabilità mobile?
Vai su Esperienza → Usabilità mobile. GSC ti indicherà le pagine specifiche dove il testo è troppo piccolo, gli elementi cliccabili sono troppo vicini tra loro, o il contenuto è più largo dello schermo. Spesso si tratta di problemi CSS (fogli di stile) o di layout responsive non configurato correttamente. Se non hai competenze tecniche, passa il report al tuo sviluppatore web o al supporto del tuo CMS. Nella maggior parte dei casi si risolvono con poche righe di codice. Ricorda: dal 2021 Google usa l'indicizzazione mobile-first, quindi la versione mobile del tuo sito è quella che conta per il ranking.




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